mercoledì 18 marzo 2009

27-28 MARZO - LA CHAMBRE BLANCHE



Venerdì 27 e Sabato 28 marzo 2009
ore 21.00

CRT Teatro dell’Arte
Viale Alemagna, 6 - Milano

COMPAGNIA O VERTIGO (Canada)

LA CHAMBRE BLANCHE (re-creation 2008)

Coreografia Ginette Laurin
Danzatori Rémi Laurin-Ouellette, Brianna Lombardo, Chi Long, Robert Meilleur, Marie-Ève Nadeau, Gillian Seaward, Neil Sochasky, Audrey Thibodeau,
Wen-Shuan Yang
Rehearsal Mistress Ginelle Chagnon
Lighting Design Martin Labrecque
Musica Nicolas Bernier, Jacques Poulin-Denis
Costumi Jean-Yves Cadieux
Scenografia Stéphane Roy
Produzione O Vertigo
Coproduzione: Place des Arts (Montréal), National Arts Centre (Ottawa), Festival International de Nouvelle Danse (Montréal), Canada Dance Festival Northern Telecom 1992 (Ottawa), McLean Foundation (Toronto), Danse à Lille (France)

Durata 60 minuti

“Questo luogo ristretto, questa luce smunta, è l’intimità di una camera da letto, il mistero di una stanza d’hotel, la freddezza di un ospedale psichiatrico e l’isolamento di una fortezza. Alternativamente questi luoghi prendono forma e diventano il teatro delle emozioni che suggeriscono. La danza si fonde in una successione di immagini mostrando il percorso di più destinati che si incrociano in uno spazio troppo limitato.
Poiché questo luogo impregnato di tanta nerezza impone che gli esseri che lo abitano siano anch’essi neri e taciturni, questi si votano a una folle dispendio affettivo che li rende più leggeri dell’aria. E in un breve istante, si crede di discernere attraverso questi corpi distorti dalla densità dello spazio, esseri allucinanti che esplodono in una risata quasi angelica. Svanito.”
Ginette Laurin, marzo 1992

Creata nel 1992 e presentata in apertura del 5° Festival Internazionale della nuova danza di Montréal, La Chambre Blanche è una delle creazioni più significative della coreografa Ginette Laurin. L’opera – un’esplorazione sulla teatralità e l’emozione – è stata in tour in Europa, Nord America, Israele e Asia e ha vinto il Grand Prix 1992del Consiglio delle Arti della Comunità urbana di Montréal e il Premio Mavor Moore di Toronto.
In continuità con la sua ultima creazione étude #3 pour corde et poulies in cui la coreografa esplora le tematiche della costrizione, rivisita oggi La Chambre Blanche. Nuovi interpreti, sei donne e tre uomini dei quali uno della produzione originale, utilizzano la medesima scenografia. I costumi e l’illuminazione restano identici. Si ritrovano ugualmente il lavoro sulle punte e il gioco sugli sbilanciamenti, due peculiarità di questa pièce. Alcune sezioni coreografiche sono ricostruite e una nuova creazione musicale rinarra l’opera.

25 MARZO - AMIGDALA - LO STORMO





Mercoledì 25 marzo 2009
ore 21.00

CRT Teatro dell’Arte
Viale Alemagna, 6 - Milano

COMPAGNIA LISCHE

AMIGDALA

di e con Cristiano Fabbri e Simone Magnani
produzione ideazione e coreografia Lische
installazione scenografica Lische

La pietra: elemento architettonico, paesaggistico, arma e utensile primitivo.
La “pietra” definisce l’area, include la materia umana, una materia viva che si modifica nel tempo come l’edificazione e la ri-definizione dell’ambiente che la contiene; finché diviene reperto, memoria, suono che resta nella mente e muove il corpo nella ricerca. L’ambiente della performance è così spazio prospettico dove la facile reperibilità degli elementi, il loro ritmo, conducono alla costituzione ed al recupero di un’area primitiva. L’elaborazione dei suoni, la loro spazialità sonora, offrono con il movimento un quadro costituito da interazioni del corpo con l’oggetto e il suono puro.

durata 26’

COMPAGNIA LISCHE

LO STORMO

di Lische e Massimiliano Barachini
con Cristiano Fabbri, Simone Magnani, Marta Melucci
ideazione, produzione Lische
musiche originali Edil B
costumi Lamula

durata 32'

Lo Stormo è una migrazione per definire un linguaggio, una condizione fisica precisa, arricchita dalla contrapposizione tra il mondo dell’uomo e il mondo degli uccelli. Una tensione verso una leggerezza che nasce dalla presa di coscienza del proprio peso e del peso della memoria, comune e individuale. Un viaggio che identifica il singolo nel gruppo, tra percorsi solitari e momenti di condivisione, tra punti estremi, tracce, rotte nel corpo che migra verso la propria identità.

24 MARZO - KAUMA



Martedì 24 marzo 2009
ore 21.00

CRT Teatro dell’Arte
Viale Alemagna, 6 - Milano

COMPAGNIA FABRIZIO FAVALE / LE SUPPLICI (Italia)

KAUMA (2007)

ideazione e coreografie Fabrizio Favale
danzatori Samuele Cardini, Andrea Del Bianco, Filippo Di Prima, Fabrizio Favale, Marina Giovannini
realizzazione set Le Supplici
collaborazioni tecniche e luci Paolo Rodighiero e Alberto Trebbi
Produzione Le Supplici

Durata 45 minuti

Kauma, “calore ardente del Sole”, è un termine greco da cui deriva la nostra parola “calma”. E’ quello stato proprio del corpo che non ha intenzione di velocità, ma neanche di stasi. In sanscrito troviamo il termine tapas, “Ardore”, “l’ardore cosmico e simultaneamente l’ardore interno alla mente, assimilabile a quello della cova.” Si ritiene una pratica yoga antichissima praticata dai Brahmani di epoca Vedantica. La vicinanza e lo sfiorarsi di significato tra i due termini, quello greco e quello indiano, è risultato ai nostri occhi senz’altro stupefacente.

Questo lavoro inizia, si sviluppa e si conclude al suo interno molte volte, in modo del tutto simile a un album musicale che presenta un solo testo per tutti i dodici brani. La costante visiva dello spettacolo è l’alternanza fra luce-oscurità combinata con lentezza-velocità-dinamica del danzatore, ma mancando di ritmo visivo e uditivo riempitivo, rimanda a orizzonti molto vasti, in un certo senso primitivi. La stessa primitività è suggerita dalle danze qui presentate che non cercano la narrazione, ma si offrono, con una certa perseveranza ipnotica, come panorama da contemplare. In questo panorama tutto può accadere, ma solo per un istante: come sotto un sole cocente dove ciò che si percepisce con maggior evidenza è il fondersi di tutte le cose in un'unica massa liquida, mentre tutt’attorno gli accadimenti continuano ad apparire e a dileguarsi prima di essere stati completamente afferrati

Kauma è fra i 12 finalisti del Premio Internazionale Biennale per la Coreografia 2008in Aarhus (Danimarca), selezionato fra proposte provenienti da 32 paesi.


Dopo il corso di perfezionamento per danzatori presso l’American Dance Festival alla Duke University of North Caroline USA e il corso di perfezionamento per coreografi al Centro Regionale per la danza Teatro Romolo Valli di Reggio Emilia, Fabrizio Favale entra a far parte dell’organico della Compagnia Virgilio Sieni Danza dal 1991 al 1998. Più volte premiato dalla critica, nel 1996 riceve il “Premio della critica come Migliore Danzatore dell’anno”. Nel febbraio 1998 Fabrizio Favale inizia un percorso indipendente e fonda la Compagnia Le Supplici. Attratti principalmente dalla purezza della danza Le Supplici intendono quest’ultima come una sorta di “manifestazione”, lontana dal teatro e dalla teatralità perché mai rappresentativa, né descrittiva, né allusiva.

lunedì 9 marzo 2009

13 MARZO - IL GIARDINO GIAPPONESE



Venerdì 13 marzo 2009
ore 21.00

Palazzina Liberty
Largo Marinai d’Italia, 1 - Milano

COMPAGNIA T.P.O. (Italia)

IL GIARDINO GIAPPONESE
CCC (children cheering carpet)

Regia Francesco Gandi, Davide Venturini
coreografia Anna Balducci, Erika Faccini, Paola Lattanz
con Piero Leccese e Angelica Portioli
sound design Spartaco Cortesi
progetto ccc system Martin von Gunten, Rossano Monti
console multimediale Saulo D’Isita, Marco Galardi
progetto grafico Elsa Mersi
collaborazione ai testi Stefania Zampina
produzione Compagnia T.P.O. in coproduzione con Teatro Metastasio Stabile della Toscana

durata 50 minuti

CCC è una azione teatrale che propone un itinerario all’interno di ambienti virtuali ispirati al giardino giapponese che è in sé una forma di racconto. I laghi, le pietre, i “passi perduti”, il giardino zen e gli altri scenari collegati, seguono un disegno artistico codificato, mirato a ricostruire artificialmente un paesaggio ideale. CCC è composto da cinque piccoli giardini “sensibili”, ognuno dei quali propone una esplorazione a volte individuale a volte in gruppo: un prato, un lago, un ponte, i fiori, il mare. Ciascuno di questi ambienti sviluppa un’azione teatrale interattiva basata sul rapporto percettivo e ludico con gli elementi naturali. Al pubblico (ragazzi e adulti) viene lasciata ampia libertà nel trovare il proprio approccio al gioco o all’esplorazione.
All’inizio un’attrice accoglie i ragazzi e racconta una breve storia sull’origine del giardino giapponese poi invita il pubblico ad entrare nello spazio scenico e a predisporsi intorno ad un grande tappeto bianco. Su questo tappeto interattivo un danzatore danza e, passo dopo passo, apre cinque giardini. Il tappeto si anima di suoni e immagini grazie a dei sensori sensibilissimi che reagiscono alla pressione dei piedi o del corpo. Finita la sua danza, il danzatore invita i bambini ad entrare in questo ambiente sensibile dove si entra piano e in silenzio. Muovendosi i ragazzi creano delle piccole danze, partecipano ad un viaggio immaginario e vivono un’intrigante esperienza estetica.