
Forever Overhead
Voetvolk (40 min)
coreografia e danza Lisbeth Gruwez
suono Maarten Van Cauwenberghe
luci Sven Van Kuijk
The Wayside(15 min)
coreografia e danza Laila Diallo
luci Andy Downiecostumi
Theo Clinkardsuono Paul King
Teatro CRT Salone
Via Dini, 7 - Milano
Lunedì 3 marzo 2008 - ore 21.00
Due importanti lavori di danza contemporanea europea sulle idee di margine e di caduta.Nel primo assolo una figura apparentemente sospesa nel vuoto fluttuanello spazio in un rallentamento temporale che sembra sperimentare possibili sospensioni della forza di gravità.Questo racconto di un corpo costantemente fuori asse, e che allude alla dimensione mentale oltreché fisica dell'arte della caduta, è il debutto coreografico di Lisbeth Gruwez, già danzatrice per Jan Fabre,Sidi Larbi Cherkaoui e Jan Lauwers.Nel secondo,invece, struggente performance solistica sul tema della partenza, una figura femminile al margine di una luce è quasi prossima all'abbandono e alla resa, mentre il buio attorno sembra sovrastarla. In una efficace partitura sonora, che alterna temi da carillon (forse memoria del passato) a rumori e vortici sonori (come forse ingiunzioni del presente), Laila Diallo sembra opporre al sentimento di spaesamento che pervade ogni perdita del centro, la resistenza di una libertà ritrovata nei limiti del corpo.
Voetvolk (40 min)
coreografia e danza Lisbeth Gruwez
suono Maarten Van Cauwenberghe
luci Sven Van Kuijk
The Wayside(15 min)
coreografia e danza Laila Diallo
luci Andy Downiecostumi
Theo Clinkardsuono Paul King
Teatro CRT Salone
Via Dini, 7 - Milano
Lunedì 3 marzo 2008 - ore 21.00
Due importanti lavori di danza contemporanea europea sulle idee di margine e di caduta.Nel primo assolo una figura apparentemente sospesa nel vuoto fluttuanello spazio in un rallentamento temporale che sembra sperimentare possibili sospensioni della forza di gravità.Questo racconto di un corpo costantemente fuori asse, e che allude alla dimensione mentale oltreché fisica dell'arte della caduta, è il debutto coreografico di Lisbeth Gruwez, già danzatrice per Jan Fabre,Sidi Larbi Cherkaoui e Jan Lauwers.Nel secondo,invece, struggente performance solistica sul tema della partenza, una figura femminile al margine di una luce è quasi prossima all'abbandono e alla resa, mentre il buio attorno sembra sovrastarla. In una efficace partitura sonora, che alterna temi da carillon (forse memoria del passato) a rumori e vortici sonori (come forse ingiunzioni del presente), Laila Diallo sembra opporre al sentimento di spaesamento che pervade ogni perdita del centro, la resistenza di una libertà ritrovata nei limiti del corpo.
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